Quando si parla di investimento sostenibile, si sente spesso parlare dell’approccio « best in class ». Ma cos’è esattamente? In poche parole, significa scegliere le aziende che fanno meglio nel loro campo, a livello ambientale, sociale e di governance (ESG). Non si escluderà un intero settore, no, si guarderà piuttosto chi è il miglior studente in ogni categoria. È un modo per spingere le aziende a migliorare, senza rinunciare a investire in alcuni settori che possono essere importanti per l’economia, ma scegliendo i più responsabili.
Punti chiave da ricordare
- L’approccio « best in class » seleziona le aziende più performanti sui criteri ESG all’interno del proprio settore di attività.
- Si distingue dalle strategie di esclusione non vietando interi settori, ma privilegiando i migliori attori.
- Questo metodo incoraggia le aziende a migliorare continuamente le proprie pratiche ESG per rimanere competitive.
- Permette di costruire portafogli diversificati tenendo conto delle realtà specifiche di ogni settore.
- È spesso consigliato combinare l’approccio « best in class » con altri metodi, come le esclusioni settoriali, per rafforzare l’impatto responsabile.
Comprendere l’approccio best in class
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L’investimento responsabile, vi dice qualcosa? Esistono diversi modi per affrontarlo, e uno di questi è l’approccio « best in class ». In poche parole, significa che si guarda quali aziende fanno meglio nel loro campo, in termini di criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Non si cerca di escludere interi settori, come il petrolio o il carbone, ma piuttosto di identificare i campioni della sostenibilità all’interno di ogni industria. È un modo per dire: « Ok, questo settore ha delle sfide, ma chi se la cava meglio? ».
Definizione dell’approccio best in class
L’approccio « best in class » è una strategia di investimento che seleziona le aziende più performanti sui criteri ESG, ma solo all’interno del proprio settore di attività. L’idea non è dire che un settore sia intrinsecamente buono o cattivo, ma piuttosto riconoscere che le sfide e le opportunità ESG variano enormemente da un’industria all’altra. Ad esempio, ridurre le emissioni di CO2 è un problema diverso per un’azienda tecnologica che per una cementeria. Questo metodo mira quindi a premiare gli sforzi e le buone pratiche, anche in settori considerati più inquinanti. Si concentra sulla leadership relativa piuttosto che su soglie assolute.
Distinzione con altre strategie di investimento sostenibile
È utile sapere come il « best in class » si confronta con altri approcci. A differenza dell’esclusione pura e semplice, che vieta intere aziende o settori (come quelli legati alle armi o al tabacco), il « best in class » può includere aziende di questi settori se sono le migliori della loro categoria. Un altro approccio, il « best in universe », seleziona le migliori aziende ESG tra tutte quelle disponibili, il che può creare importanti bias settoriali, favorendo ad esempio le energie rinnovabili a scapito di altre industrie. Infine, il « best effort » si concentra sul miglioramento continuo delle pratiche ESG di un’azienda, anche se non è ancora la migliore del suo settore.
Ecco una piccola tabella per fare più chiarezza:
| Strategia | Criterio di selezione principale | Inclusione di settori controversi | Potenziali bias settoriali |
|---|---|---|---|
| Best in class | Migliori performance ESG all’interno di ogni settore | Possibile (i migliori studenti) | Bassi |
| Esclusione | Esclusione di aziende/settori ritenuti dannosi | No | Forti |
| Best in universe | Migliori performance ESG tutti settori confusi | Possibile (se migliori studenti) | Forti |
| Best effort | Miglioramento delle performance ESG nel tempo | Possibile | Bassi |
Principi fondamentali della selezione
La selezione secondo l’approccio « best in class » si basa su alcuni principi chiave. Innanzitutto, l’analisi ESG è al centro del processo. Si valutano le aziende su criteri ambientali (emissioni, gestione dei rifiuti), sociali (condizioni di lavoro, relazioni comunitarie) e di governance (retribuzione dei dirigenti, diritti degli azionisti). Poi, questa valutazione viene fatta in modo comparativo, all’interno di ogni settore. Un’azienda del settore automobilistico sarà confrontata con altre aziende automobilistiche, non con un’azienda farmaceutica. Infine, l’obiettivo è incoraggiare il miglioramento. Selezionando i leader, si spingono gli altri a fare meglio per attrarre capitali. È un po’ come dare una medaglia ai migliori studenti di ogni classe, sperando che gli altri lavorino più duramente per l’anno successivo. È importante notare che anche le migliori aziende di un settore possono avere impatti negativi; ecco perché questo approccio è spesso completato da altri metodi, come l’impegno con le aziende o l’analisi delle performance dei broker che gestiscono questi fondi.
L’approccio « best in class » è un metodo pragmatico che riconosce la diversità delle sfide industriali. Evita giudizi troppo semplicistici su interi settori e preferisce identificare e sostenere le aziende che compiono sforzi concreti per migliorare il loro impatto, indipendentemente dal loro campo di attività. Ciò consente di costruire portafogli diversificati integrando al contempo considerazioni di sostenibilità.
Criteri di selezione per un approccio best in class
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L’approccio « best in class » si basa su una selezione rigorosa delle aziende più performanti in termini di criteri ESG, ma all’interno del proprio settore. Non si tratta di escludere interi settori, ma piuttosto di identificare i leader di ogni campo. L’obiettivo è privilegiare le aziende che ottengono le migliori valutazioni extra-finanziarie nella loro categoria di attività. Ciò consente di riconoscere che le sfide ambientali, sociali e di governance variano considerevolmente da un settore all’altro. Ad esempio, le emissioni di gas serra non sono la stessa sfida per un’azienda tecnologica che per una cementeria.
Valutazione delle performance ESG settoriali
Per applicare l’approccio « best in class », è indispensabile valutare le performance ESG di ogni azienda tenendo conto del suo settore. Ciò significa confrontare le aziende tra loro, ma solo quelle che operano nello stesso campo. Si cerca di identificare le aziende che si distinguono per le loro pratiche esemplari, sia in termini di riduzione della loro impronta di carbonio, di gestione delle loro risorse umane, o di trasparenza della loro governance.
Ecco alcuni punti chiave da considerare:
- Pertinenza degli indicatori: Assicurarsi che gli indicatori ESG utilizzati siano pertinenti per il settore di attività dell’azienda.
- Confronto intra-settoriale: La selezione avviene confrontando le aziende all’interno del proprio settore, non rispetto all’intero mercato.
- Potenziale di miglioramento: Identificare le aziende che, pur essendo già performanti, mostrano la volontà di andare oltre.
Analisi delle valutazioni extra-finanziarie
Le valutazioni extra-finanziarie fornite da agenzie specializzate sono uno strumento prezioso per questo processo. Queste valutazioni sintetizzano l’analisi delle performance ESG di un’azienda. Tuttavia, è importante capire che queste note possono variare da un’agenzia all’altra. È quindi necessario analizzare la metodologia dietro ogni valutazione per assicurarsi che corrisponda bene agli obiettivi dell’investitore. Una buona nota non garantisce una totale assenza di rischi, ma indica generalmente una migliore gestione delle questioni di sostenibilità. È spesso consigliato incrociare le informazioni di più fonti per ottenere una visione più completa. L’analisi delle migliori valutazioni ESG può aiutare ad affinare questa selezione.
Considerazione delle specificità settoriali
Uno dei punti di forza dell’approccio « best in class » è la sua capacità di integrare le realtà proprie di ogni settore. È più facile per alcune industrie ridurre il loro impatto ambientale che per altre. Ad esempio, un’azienda di servizi digitali avrà meno difficoltà a raggiungere la neutralità carbonica che un’azienda del settore minerario. L’approccio « best in class » riconosce questa differenza e seleziona il miglior attore in ogni categoria, piuttosto che applicare uno standard unico a tutti. Ciò consente di costruire un portafoglio diversificato che riflette la complessità del mondo economico, incoraggiando al contempo il miglioramento continuo delle pratiche all’interno di ogni industria.
L’applicazione dell’approccio « best in class » richiede un’analisi fine delle performance ESG, sempre nel contesto specifico di ogni settore di attività. Non si tratta di una semplice corsa alle migliori note globali, ma di un processo che riconosce le sfide e le opportunità proprie di ogni industria per identificare le aziende più responsabili e resilienti.
Vantaggi dell’approccio best in class
L’approccio « best in class » presenta diversi vantaggi interessanti per coloro che cercano di investire in modo più responsabile. Permette innanzitutto di incoraggiare le aziende a fare meglio sui piani ambientale, sociale e di governance (ESG). Selezionando i migliori in ogni settore, si spingono gli altri a migliorare per non rimanere indietro. È un po’ come una sana competizione dove l’obiettivo è progredire.
Incoraggiamento al miglioramento continuo delle aziende
Questo metodo di selezione positiva spinge le aziende a guardare cosa fanno i loro concorrenti più performanti in materia di ESG. Se un’azienda vede che i suoi pari nello stesso settore ottengono note migliori, sarà più incline a investire in pratiche più sostenibili. Ciò crea una dinamica di miglioramento costante, poiché nessuno vuole essere l’ultimo della classe. Si osserva così un’evoluzione progressiva degli standard all’interno delle industrie. È un modo pragmatico per incentivare il cambiamento senza necessariamente escludere intere parti dell’economia.
Costruzione di portafogli diversificati ed equilibrati
Uno dei grandi punti di forza dell’approccio « best in class » è la sua capacità di costruire portafogli ben equilibrati. A differenza di strategie che escludono interi settori, questa permette di includere aziende di tutti i campi. L’idea è di scegliere il miglior attore in ogni categoria, che si tratti di tecnologia, energia o consumo. Ciò aiuta a mantenere una buona diversificazione, che è generalmente buona per ridurre i rischi. Si può così costruire un portafoglio che rifletta l’economia globale integrando al contempo criteri di sostenibilità. È un modo per costruire un portafoglio diversificato ed equilibrato [318b].
Flessibilità nella considerazione dei vincoli settoriali
Ogni settore di attività ha le sue sfide e i suoi vincoli, in particolare in materia ambientale. Ad esempio, è più complesso per una cementeria ridurre le sue emissioni di CO2 che per un’azienda di software. L’approccio « best in class » riconosce questa realtà. Permette di selezionare le aziende più performanti all’interno del proprio settore, tenendo conto di queste specificità. Ciò rende il processo più realistico e meno dogmatico. Non si chiede la stessa cosa a un’azienda del settore automobilistico che a un’azienda del settore sanitario. Questa flessibilità è un vantaggio importante per una gestione patrimoniale responsabile [8b21].
L’approccio « best in class » permette di selezionare le aziende più virtuose all’interno di ogni settore, riconoscendo così le differenze intrinseche alle attività economiche e stimolando al contempo un miglioramento continuo delle performance ESG.
Limiti e integrazioni all’approccio best in class
Rischio di investire in settori controversi
Uno dei principali rimproveri all’approccio best in class è che non esclude settori problematici. Anche selezionando le aziende meglio valutate sui criteri ESG in ogni industria, è possibile investire in settori come l’industria petrolifera, il tabacco o le armi. In parole povere: essere il « miglior studente » di una classe poco virtuosa rimane discutibile per molti investitori sensibili all’etica.
A volte i portafogli etichettati best in class includono la parte più responsabile di settori fortemente inquinanti o controversi, il che porta alcuni a dubitare del loro allineamento con i valori dello sviluppo sostenibile.
Necessità di combinare con altri metodi di selezione
La selezione best in class spesso trae beneficio dall’essere completata. Ecco alcuni spunti spesso seguiti:
- Esclusioni settoriali: eliminare totalmente alcuni settori (armi, tabacco, carbone…)
- Esclusioni normative: vietare le aziende che violano norme internazionali (diritti umani, standard ONU…)
- Approcci best effort: privilegiare il miglioramento continuo, non solo il livello attuale
- Impegno azionario: influenzare la strategia delle aziende tramite il voto o il dialogo
Un esempio di questa logica di arricchimento è l’applicazione dell’etichetta ISR, che impone di andare oltre una semplice procedura best in class per garantire la qualità sociale degli investimenti (l’etichetta ISR favorisce così una pratica responsabile).
Importanza dell’analisi delle valutazioni ESG
La performance extra-finanziaria si basa su valutazioni ESG, ma non sono sempre omogenee tra le agenzie di rating. Le problematiche incontrate:
- Divergenze di metodologia tra agenzie
- Aggiornamento a volte lento dei punteggi
- Dati incompleti o non verificati
- Rischio di greenwashing in assenza di controlli
| Problematicità | Conseguenza potenziale |
|---|---|
| Divergenza dei punteggi ESG | Difficoltà di confronto |
| Dati non armonizzati | Rischio di investimenti distorti |
| Mancanza di trasparenza | Meno fiducia da parte dei risparmiatori |
L’analisi rigorosa delle valutazioni e dei criteri ESG rimane quindi un punto di vigilanza chiave per la selezione e il monitoraggio dei portafogli ISR.
Implementazione dell’approccio best in class
Mettere in atto una strategia di investimento « best in class » richiede un approccio strutturato. Non si tratta solo di guardare i punteggi ESG, ma di capire come si applicano concretamente in ogni settore. È un po’ come scegliere i migliori frutti in ogni cesto, senza ignorare che alcuni cesti sono naturalmente più fragili di altri.
Definizione della strategia di investimento responsabile
La prima fase consiste nel definire chiaramente la filosofia del vostro fondo. Cosa significa investimento responsabile per voi? Per un approccio « best in class », ciò implica impegnarsi a selezionare le aziende più performanti sui criteri ESG all’interno del proprio settore. Ciò significa che anche in industrie tradizionalmente considerate meno sostenibili, si cerca di investire nei leader del miglioramento. Bisogna anche decidere se questo approccio sarà utilizzato da solo o combinato con altri metodi, come esclusioni settoriali mirate per evitare le attività più problematiche.
Analisi dei criteri ESG e selezione delle aziende
Una volta definita la strategia, si passa all’analisi. Bisogna esaminare attentamente le performance ambientali, sociali e di governance (ESG) di ogni azienda. Per l’aspetto ambientale, ad esempio, si può esaminare come un’azienda gestisce le sue emissioni di gas serra, il suo consumo di acqua o i suoi rifiuti. L’idea è confrontare le aziende all’interno del loro settore. Un’azienda del settore automobilistico che riduce le sue emissioni di CO2 sarà classificata meglio di un’altra che non fa questo sforzo, anche se il settore nel suo complesso ha un impatto maggiore rispetto, diciamo, al settore dei software. È importante guardare le valutazioni ESG disponibili, ma anche capire cosa nascondono. I dati grezzi sulla gestione delle emissioni sono spesso più eloquenti dei semplici punteggi.
Costruzione e monitoraggio del portafoglio
Dopo aver identificato i « migliori studenti » di ogni settore, bisogna costruire il portafoglio. Ciò implica selezionare i titoli tenendo conto sia dei criteri ESG che degli obiettivi finanziari classici. L’obiettivo è avere un portafoglio diversificato, che rifletta la strategia « best in class » scelta. Ad esempio, si potrebbe decidere di allocare una certa percentuale a ogni settore, selezionando sempre le aziende meglio valutate di quel settore. È anche possibile concentrarsi su mercati specifici, come il mercato svizzero ad esempio, applicando la stessa logica.
Il lavoro non finisce qui. Un monitoraggio regolare è indispensabile. Bisogna assicurarsi che le aziende continuino a migliorare le loro performance ESG e che il portafoglio rimanga allineato alla strategia iniziale. Rapporti regolari sulla performance extra-finanziaria e sull’impatto del fondo sono necessari per la trasparenza. È un processo continuo di valutazione e aggiustamento.
Per concludere sull’approccio ‘Best in Class’
In definitiva, l’approccio « best in class » offre un modo pragmatico per integrare i criteri ESG nelle decisioni di investimento. Permette di riconoscere gli sforzi delle aziende all’interno del loro settore, anche in aree tradizionalmente considerate meno verdi. Tuttavia, come abbiamo visto, questo metodo da solo può avere i suoi limiti. Per una strategia di investimento veramente responsabile e allineata a convinzioni forti, è spesso saggio integrarla. Pensare di combinare il « best in class » con altri metodi, come le esclusioni mirate, può aiutare a costruire un portafoglio che non solo cerca i migliori studenti, ma evita anche le pratiche più problematiche. È un modo per navigare nel mondo dell’investimento sostenibile, cercando un equilibrio tra performance e impatto positivo.
Domande Frequenti (FAQ)
Cos’è l’approccio best in class?
L’approccio best in class è un modo per scegliere le aziende in cui investire guardando quelle che sono le migliori sui criteri ESG (ambiente, sociale, governance) nel loro settore. Non si rifiuta un intero settore, ma si mantengono le aziende che fanno più sforzi per essere responsabili.
Qual è la differenza tra best in class e l’esclusione?
Il metodo di esclusione elimina direttamente alcuni settori o aziende considerate dannose per il pianeta o la società, come le armi o il carbone. Best in class, al contrario, mantiene i migliori studenti di ogni settore, anche nei settori difficili.
Perché scegliere l’approccio best in class?
Questo metodo permette di incoraggiare tutte le aziende a migliorare, anche in settori che inquinano molto. Aiuta anche a creare un portafoglio vario ed equilibrato, poiché non si eliminano interi settori.
Quali sono gli svantaggi dell’approccio best in class?
Un punto debole è che si può comunque investire in aziende di settori controversi, come il petrolio, se sono le meno dannose. Per questo, alcuni preferiscono combinare questo approccio con altri metodi, come l’esclusione.
Come vengono scelti i criteri ESG per il best in class?
I criteri ESG sono adattati a ogni settore. Ad esempio, non si giudicherà un’azienda di costruzioni e un’azienda di servizi allo stesso modo, perché i loro impatti sono diversi. Si guardano le valutazioni extra-finanziarie, i rapporti e gli sforzi compiuti dall’azienda.
Si può mescolare l’approccio best in class con altri metodi?
Sì, è anzi consigliato. Molti gestori di fondi aggiungono esclusioni o altri criteri per rispettare meglio i valori degli investitori ed evitare alcuni settori, anche se un’azienda al loro interno è la migliore.






