etichetta verdone : criteri, esclusioni e interesse per i risparmiatori

Allora, si sente parlare ovunque di finanza verde, e da dove viene questa etichetta Greenfin? In sostanza, è una sorta di « etichetta di qualità » governativa per gli investimenti che fanno davvero uno sforzo per il pianeta. Basta con il greenwashing, vogliamo cose concrete! Questo articolo vi illuminerà su cosa significa veramente questa etichetta, come funziona e perché potrebbe interessarvi se volete che i vostri soldi servano a qualcosa di positivo per l’ambiente. Esamineremo insieme cosa rende un fondo « verde » secondo Greenfin, cosa è vietato e cosa cambia per voi, il risparmiatore.

Cosa ricordare sull’etichetta Greenfin

  • L’etichetta Greenfin è una certificazione ufficiale del governo francese che garantisce che un fondo di investimento supporti concretamente la transizione ecologica ed energetica.
  • Per ottenere questa etichetta, i fondi devono investire in « eco-attività » ben precise (come le energie rinnovabili o l’edilizia a basse emissioni di carbonio) ed escludere settori inquinanti come i combustibili fossili e il nucleare.
  • Il processo di etichettatura è piuttosto rigoroso, con audit condotti da organismi indipendenti per verificare che i fondi rispettino i criteri definiti.
  • Sebbene ambiziosa, l’etichetta Greenfin consente una piccola quota di investimento in settori meno verdi (la « quota di diversificazione »), che a volte può limitare l’impatto ambientale complessivo del fondo.
  • Per i risparmiatori, l’etichetta Greenfin è un modo affidabile per identificare gli investimenti che si impegnano realmente per il pianeta, beneficiando al contempo dell’esperienza dei gestori di fondi.

Comprendere l’etichetta Greenfin: una garanzia di finanza verde

Definizione e origine dell’etichetta Greenfin

L’etichetta Greenfin è un po’ come una medaglia conferita dallo Stato francese per riconoscere i fondi di investimento che fanno uno sforzo concreto per l’ambiente. Lanciata nel 2019 dal Ministero della Transizione Ecologica, mira a distinguere gli investimenti finanziari che supportano attivamente la transizione ecologica e la lotta contro il cambiamento climatico. In sostanza, è un modo per aiutare i risparmiatori a individuare gli investimenti che non si limitano a parlare di ecologia, ma che agiscono realmente. È un’iniziativa governativa che fa parte di un approccio più ampio di finanza responsabile, affinché il denaro che investiamo possa avere un impatto positivo sul pianeta.

Gli obiettivi principali dell’etichetta Greenfin

L’etichetta Greenfin è stata creata con alcune idee chiare in mente. Innanzitutto, si tratta di indirizzare una parte del risparmio verso un’economia a basso consumo di carbonio. In secondo luogo, vuole incoraggiare gli investitori a finanziare progetti che aiutino la transizione ecologica. Infine, e questo è importante, cerca di rendere i fondi verdi più visibili e affidabili per tutti. L’idea è semplicemente rendere la finanza più verde.

L’etichetta Greenfin come strumento di trasparenza

Nel mondo della finanza, a volte è difficile sapere dove vanno veramente i nostri soldi e quale impatto hanno. L’etichetta Greenfin agisce come un faro in questa complessità. Offre una garanzia che i fondi che la portano rispettano criteri ambientali rigorosi. Ciò consente ai risparmiatori di fare scelte più informate, sapendo che il loro denaro è investito in aziende e progetti che contribuiscono a un futuro più sostenibile. È un modo per rendere la finanza più trasparente e responsabile di fronte alle attuali sfide ecologiche.

I criteri di ammissibilità all’etichetta Greenfin

Affinché un fondo di investimento possa fregiarsi con orgoglio dell’etichetta Greenfin, deve soddisfare una serie di regole precise. Queste regole mirano a garantire che il denaro investito supporti realmente la transizione ecologica ed energetica. Non si tratta solo di buone intenzioni, ci sono criteri concreti da rispettare.

Le eco-attività da privilegiare

Il cuore dell’approccio Greenfin è investire in aziende che fanno cose concrete per l’ambiente. L’etichetta ha definito otto grandi famiglie di attività « verdi » in cui i fondi devono concentrare i propri investimenti. Pensate, ad esempio, alle energie rinnovabili, all’efficienza energetica nell’edilizia o alla gestione sostenibile dei rifiuti. Ci sono anche i trasporti puliti, le tecnologie che aiutano l’ambiente, l’agricoltura e la silvicoltura gestite in modo responsabile, e infine, le attività che aiutano ad adattarsi al cambiamento climatico.

  • Energia: Rinnovabili, efficienza energetica.
  • Edilizia: Costruzioni a basse emissioni di carbonio, ristrutturazioni energetiche.
  • Rifiuti e inquinamento: Riduzione, riciclaggio, trattamento sostenibile.
  • Industria: Tecnologie pulite, pratiche sostenibili.
  • Trasporti: Mobilità sostenibile, veicoli elettrici, trasporti pubblici.
  • TIC: Tecnologie dell’informazione e della comunicazione al servizio dell’ambiente.
  • Agricoltura e silvicoltura: Agricoltura sostenibile, agroecologia, gestione forestale responsabile.
  • Adattamento climatico: Soluzioni per adattarsi ai cambiamenti.

I settori di investimento esclusi

Al contrario, l’etichetta è molto chiara su ciò che non vuole finanziare. Alcuni settori sono semplicemente vietati. Questi includono i combustibili fossili (carbone, petrolio, gas) e il nucleare. Ma non è tutto. L’etichetta esclude anche le aziende coinvolte in attività considerate controverse, sia dal punto di vista ambientale che etico. Ad esempio, gli inceneritori senza recupero di energia, le discariche senza cattura dei gas serra, o le attività forestali non sostenibili non possono ricevere finanziamenti da un fondo Greenfin se queste attività rappresentano una quota significativa del loro fatturato (superiore al 30%).

Integrazione dei criteri ESG

Oltre alle attività verdi e alle esclusioni, un fondo etichettato Greenfin deve anche integrare i criteri Ambientali, Sociali e di Governance (ESG) nella sua strategia. Ciò significa che il gestore del fondo deve monitorare attivamente le controversie ESG che potrebbero riguardare le aziende in cui investe. Deve essere in grado di reagire, ad esempio escludendo o riducendo la propria partecipazione in un’azienda problematica. È un approccio più globale che dimostra che la finanza verde non si ferma all’ambiente puro, ma tiene conto di tutti gli impatti di un’azienda.

L’etichetta Greenfin richiede un’analisi approfondita delle aziende, non solo sulla loro attività principale, ma anche sul loro comportamento globale in termini di responsabilità. È questo che ne fa la sua forza e la sua credibilità presso i risparmiatori attenti all’impatto del loro denaro.

Il processo di etichettatura Greenfin

Ottenere l’etichetta Greenfin è un po’ come superare un esame rigoroso per dimostrare che un fondo di investimento sta davvero facendo la sua parte per il pianeta. Non è solo una piccola casella da spuntare; c’è un vero processo dietro. Il processo è abbastanza strutturato e mira a garantire che i fondi etichettati rispettino gli impegni della finanza verde.

Verifica dell’ammissibilità e prima analisi

Prima di tutto, la società di gestione che desidera ottenere l’etichetta deve assicurarsi che il proprio fondo sia sulla buona strada. Sceglie quindi un organismo di certificazione indipendente, come Novethic, EY France o Afnor Certification. È a quest’ultimo che presenta una descrizione dettagliata delle proprie attività: come è costruito il portafoglio, qual è la strategia di gestione, quali controlli interni sono in atto, ecc. L’organismo effettua quindi una prima analisi per vedere se la candidatura è ammissibile. Se tutto è in ordine, viene firmato un contratto tra la società di gestione e l’organismo di certificazione, e si può passare alla fase successiva. È una fase piuttosto tecnica, che richiede una buona preparazione del dossier.

Validazione del rispetto dei criteri

Questo è il cuore del processo. Qui si verifica che il fondo rispetti le quattro condizioni principali definite dal quadro di riferimento Greenfin. Ci sono innanzitutto le esclusioni: il fondo non deve investire in settori come i combustibili fossili, il nucleare, o attività che pongono problemi etici o ambientali significativi. Ad esempio, sono escluse le aziende la cui quota significativa di fatturato proviene da questi settori. Al contrario, il fondo deve investire una parte importante dei propri capitali in quelle che vengono chiamate « eco-attività ». Il quadro di riferimento ne elenca otto: energia (soprattutto rinnovabile), edilizia (a basse emissioni di carbonio), gestione dei rifiuti e controllo dell’inquinamento, industria (tecnologie pulite), trasporti puliti, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, agricoltura e silvicoltura (sostenibile), e adattamento al cambiamento climatico. La struttura deve anche tenere conto dei criteri ESG (Ambientali, Sociali e di Governance) nelle sue scelte di investimento. Ciò implica un monitoraggio attivo delle controversie e un adattamento della strategia del portafoglio. Infine, il fondo deve essere in grado di misurare i propri impatti positivi sul clima e sull’ambiente, ad esempio attraverso il suo bilancio di carbonio o i suoi benefici per la biodiversità. Il rispetto di questi quattro pilastri è essenziale per ottenere l’etichetta.

Audit e attribuzione dell’etichetta

Una volta che la società di gestione ha dimostrato di rispettare i criteri, l’organismo di certificazione procede all’audit. Ciò implica un’analisi approfondita dei documenti forniti e colloqui con i team di gestione. Al termine di questo audit, viene redatto un rapporto. È sulla base di questo rapporto che l’organismo decide di attribuire o meno l’etichetta Greenfin. Se l’etichetta viene concessa, è valida per un anno ed è rinnovabile. Durante questo periodo, il fondo è soggetto a controlli regolari per garantire che continui a rispettare i requisiti. È una garanzia di monitoraggio e serietà per i risparmiatori che cercano investimenti in linea con la transizione ecologica.

Il processo di etichettatura Greenfin è progettato per essere trasparente e rigoroso. Mira a distinguere i fondi che si impegnano veramente nella finanza verde, andando oltre le semplici dichiarazioni di intenti. Gli audit regolari consentono di mantenere un elevato livello di rigore per tutta la durata di vita dell’etichetta.

Le esclusioni settoriali dell’etichetta Greenfin

Foglia verde con gocce d'acqua.

Esclusione dei combustibili fossili e del nucleare

L’etichetta Greenfin vuole essere un vero indicatore della finanza verde, e ciò richiede scelte chiare sui settori in cui non investire. Una delle esclusioni più significative riguarda i combustibili fossili. In concreto, ciò significa che i fondi etichettati Greenfin non possono investire in aziende che partecipano, direttamente o indirettamente, all’estrazione, produzione, trasporto o distribuzione di combustibili fossili. È una posizione forte per garantire che il denaro investito supporti realmente la transizione energetica e non le energie che la ostacolano.

Fino all’inizio del 2024, anche il nucleare era totalmente escluso. Tuttavia, a seguito di una rivalutazione dei criteri per allinearsi meglio alla tassonomia europea, il nucleare è stato reintrodotto tra le attività ammissibili. Questa decisione dimostra la volontà di adattare l’etichetta alle evoluzioni normative e scientifiche, mantenendo al contempo una rigorosa rotta ambientale.

Esclusione delle attività controverse

Oltre ai combustibili fossili, l’etichetta Greenfin elenca una serie di attività considerate problematiche per l’ambiente e la società. I fondi etichettati devono assicurarsi di non investire in aziende la cui attività principale, oltre una certa soglia (spesso il 30% del fatturato), è legata a:

  • Centri di stoccaggio o smaltimento di rifiuti che non catturano i gas serra.
  • Incenerimento di rifiuti senza recupero di energia.
  • Efficienza energetica applicata a fonti di energia non rinnovabili, o ottimizzazione dell’estrazione e del trasporto di combustibili fossili.
  • Sfruttamento forestale non sostenibile e agricoltura su torbiere.

Queste esclusioni mirano a evitare di finanziare pratiche che hanno un impatto negativo diretto sul clima e sulla biodiversità. È importante notare che l’etichetta esclude anche gli investimenti in aziende che forniscono attrezzature o servizi a questi settori esclusi. È un approccio globale per garantire la coerenza dei fondi etichettati con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Impatto delle esclusioni sulla finanza sostenibile

Le esclusioni settoriali dell’etichetta Greenfin non sono trascurabili. Costringono i gestori di fondi a essere più creativi e rigorosi nella selezione degli attivi. Invece di limitarsi ad applicare criteri ESG generali, l’etichetta impone una visione chiara di ciò che è considerato un’attività benefica per la transizione ecologica.

Queste politiche di esclusione sono essenziali per distinguere una vera finanza verde da un semplice « greenwashing ». Garantiscono che i fondi etichettati Greenfin non finanzino, nemmeno indirettamente, attività che vanno contro gli obiettivi climatici.

Per i risparmiatori, ciò significa una maggiore fiducia nel fatto che il loro denaro contribuisca realmente a soluzioni ambientali. Spinge anche l’intera industria finanziaria a rivedere le proprie pratiche e a proporre prodotti più allineati alle sfide ecologiche.

L’interesse dell’etichetta Greenfin per i risparmiatori

Foglia verde con gocce di rugiada.

Per voi, che avete risparmi da investire e vi preoccupate dell’impatto dei vostri investimenti, l’etichetta Greenfin offre diversi vantaggi concreti. Non si tratta solo di un’etichetta di moda, ma di un vero punto di riferimento per coloro che vogliono che il loro denaro serva a qualcosa di positivo per il pianeta.

Identificare i fondi impegnati nella transizione ecologica

Il principale vantaggio dell’etichetta Greenfin è che vi aiuta a fare chiarezza. Nel mondo della finanza, ci sono molti discorsi sul « verde », ma non è sempre facile sapere cosa sia veramente serio. Greenfin è un’etichetta statale, il che le conferisce un peso particolare. Viene attribuita da organismi indipendenti dopo una verifica piuttosto approfondita dei fondi. Quando vedete questa etichetta su un prodotto finanziario, avete una buona indicazione che questo prodotto supporta attività che aiutano concretamente la transizione ecologica. Esclude chiaramente i settori problematici, come i combustibili fossili o il nucleare, e si concentra su aree come le energie rinnovabili, l’efficienza energetica nell’edilizia o i trasporti puliti. È un modo semplice per distinguere i fondi che fanno uno sforzo reale per l’ambiente da quelli che fanno solo « greenwashing ».

Beneficiare dell’esperienza dei gestori

Investire tramite un fondo etichettato Greenfin significa spesso passare attraverso professionisti della gestione patrimoniale. Questi gestori hanno team dedicati all’analisi delle aziende e dei progetti. Per ottenere e mantenere l’etichetta, devono non solo rispettare rigorosi criteri ambientali, ma anche dimostrare di avere una strategia chiara per identificare e selezionare le migliori opportunità nelle eco-attività. Ciò significa che fanno il lavoro di ricerca e analisi al posto vostro. Si presume che abbiano una migliore conoscenza dei mercati e delle aziende che contribuiscono alla transizione, il che potrebbe potenzialmente portare a migliori performance, pur rimanendo in linea con i vostri valori.

Contribuire a un’economia più verde

Oltre all’aspetto finanziario, scegliere un fondo etichettato Greenfin significa fare una scelta civica. Il vostro denaro, invece di finanziare attività dannose per l’ambiente, sosterrà aziende e progetti che cercano soluzioni alle sfide climatiche. È un modo concreto per partecipare alla trasformazione della nostra economia. Anche se l’importo investito da un singolo risparmiatore può sembrare piccolo, l’effetto cumulato di migliaia di investitori che scelgono fondi responsabili può avere un impatto significativo. Invia un forte segnale alle aziende e ai mercati finanziari: la domanda di una finanza più sostenibile c’è, ed è in crescita.

Limiti e specificità dell’etichetta Greenfin

La quota di diversificazione consentita

L’etichetta Greenfin, sebbene ambiziosa, presenta alcune specificità che è bene conoscere. Una di queste riguarda la « quota di diversificazione ». Il regolamento consente alle società di gestione di includere una parte del portafoglio che non è direttamente focalizzata sulle eco-attività definite. In concreto, ciò significa che una porzione dei fondi può essere investita in aziende il cui fatturato derivante dalle attività verdi riconosciute dall’etichetta è inferiore al 10%. Per i fondi investiti in borsa, questa quota può arrivare fino al 25% del portafoglio. Sebbene alcune società di gestione scelgano di non utilizzare questa flessibilità, la sua esistenza può potenzialmente diluire l’impatto ambientale complessivo del fondo. È quindi importante verificare se il gestore del fondo fa uso di questa possibilità.

Confronto con altre etichette di finanza responsabile

L’etichetta Greenfin si distingue per il suo rigoroso focus ambientale, in particolare per le sue esclusioni settoriali. A differenza dell’etichetta ISR (Investimento Socialmente Responsabile) che integra i criteri ESG (Ambientali, Sociali e di Governance) in modo più ampio, Greenfin si concentra specificamente sulla transizione ecologica. Altre etichette, come Finansol, pongono l’accento sul risparmio solidale e sull’impatto sociale. Questa specializzazione rende Greenfin uno strumento preciso per identificare i fondi veramente impegnati nella lotta contro il cambiamento climatico, ma implica anche un universo di investimento più mirato.

  • Greenfin: Rigoroso focus ambientale, forti esclusioni (combustibili fossili, nucleare).
  • ISR: Approccio ESG più ampio, meno esclusioni climatiche.
  • Finansol: Priorità all’impatto sociale e solidale.

È essenziale capire che ogni etichetta ha la sua filosofia e il suo livello di rigore. Greenfin è una delle più esigenti dal punto di vista ambientale, ma ciò non significa che sia l’unica etichetta pertinente per un risparmio responsabile.

L’universo di investimento ristretto

A causa dei suoi criteri rigorosi e della sua focalizzazione sulle 8 eco-attività definite, l’etichetta Greenfin limita l’universo di investimento dei fondi. Ciò può comportare una minore diversificazione rispetto a fondi più generalisti o meno vincolanti. Spesso si trovano aziende simili da un fondo Greenfin all’altro. Questa concentrazione può essere vista come un punto di forza, garantendo un forte impegno, ma può anche rappresentare un limite per i risparmiatori che cercano la massima diversificazione. L’etichetta 4a39 mira a promuovere investimenti sostenibili garantendo che le attività finanziate corrispondano agli obiettivi di protezione ambientale e di lotta contro il cambiamento climatico.

In conclusione: Greenfin, un aiuto per una finanza più verde

Ecco, abbiamo fatto il giro dell’etichetta Greenfin. È chiaro, questa etichetta è un modo per il governo di aiutarci a individuare i fondi che fanno davvero uno sforzo per l’ambiente. Esclude le cose poco pulite come il petrolio o il nucleare, e mette in risalto quelli che lavorano su progetti verdi. Non è perfetta, abbiamo visto che c’è un piccolo margine di manovra per i fondi, ma francamente, rispetto ad altri, è già un buon risultato. Per noi risparmiatori, offre un po’ più di visibilità e ci aiuta a investire i nostri soldi dove conta davvero per il pianeta. Non risolve tutto, ma è un passo nella giusta direzione affinché i nostri soldi servano a qualcosa di più costruttivo.

Domande Frequenti sull’Etichetta Greenfin

Cos’è l’etichetta Greenfin e perché è stata creata?

L’etichetta Greenfin è come una medaglia speciale per gli investimenti finanziari che aiutano davvero il pianeta. È stata lanciata in Francia per aiutare le persone a trovare facilmente investimenti che supportino lo sviluppo sostenibile. L’idea è di garantire che il denaro vada verso progetti che proteggono l’ambiente, come le energie rinnovabili o l’edilizia ecologica, e non verso attività inquinanti.

Quali tipi di attività finanziano i fondi Greenfin?

I fondi con l’etichetta Greenfin si concentrano su quelle che chiamiamo « eco-attività ». Pensate a tutto ciò che fa bene alla Terra: produrre energia pulita (come solare ed eolico), costruire case che consumano meno energia, gestire i rifiuti in modo intelligente, sviluppare trasporti meno inquinanti, o utilizzare le tecnologie per aiutare l’ambiente. È un po’ come scegliere di piantare alberi invece di tagliare foreste.

Quali settori sono assolutamente vietati per un fondo Greenfin?

Per essere sicuri che il denaro vada verso buone cause, l’etichetta Greenfin dice no ad alcuni settori. I più importanti sono i combustibili fossili (petrolio, gas, carbone) e il nucleare. Rifiuta anche di finanziare attività che pongono problemi per la società o l’ambiente, anche se non sono direttamente legate all’energia, come alcuni tipi di produzione o sfruttamento non rispettosi.

Tutti gli investimenti di un fondo Greenfin sono al 100% verdi?

Non esattamente. L’etichetta Greenfin è piuttosto rigorosa, ma consente a una piccola parte del denaro (a volte fino al 20% o 25% a seconda dei casi) di essere investita in aziende che non sono completamente « verdi » o che hanno attività meno ecologiche. Questo è ciò che chiamiamo una « quota di diversificazione ». Ciò consente ai fondi di essere un po’ più flessibili e potenzialmente più redditizi, ma bisogna sapere che una piccola parte del denaro può andare in settori meno esemplari.

Come sapere se un fondo ha davvero l’etichetta Greenfin?

Per essere sicuri, bisogna verificare se il fondo è ufficialmente riconosciuto. L’etichetta viene rilasciata da organismi indipendenti e riconosciuti dallo Stato, come Novethic, EY France o Afnor Certification. Questi organismi verificano che il fondo rispetti tutte le regole. Di solito è possibile trovare l’elenco dei fondi etichettati sui siti ufficiali del governo o degli organismi di certificazione.

Perché scegliere un fondo etichettato Greenfin piuttosto che un’altra etichetta?

L’etichetta Greenfin è particolarmente interessante se la vostra priorità assoluta è sostenere la transizione ecologica e combattere il cambiamento climatico. È più specializzata sulle questioni ambientali e ha criteri di esclusione più rigorosi rispetto ad altre etichette, come l’etichetta ISR che guarda anche agli aspetti sociali e di buona governance. Se volete essere sicuri che il vostro denaro supporti progetti veramente verdi ed eviti le energie inquinanti, Greenfin è un’ottima scelta.

NOTRE NEWSLETTER EXCLUSIVE

Ne ratez aucune mutation – « Radar Transitions« 

Chaque mardi, recevez les 3 signaux faibles de la semaine qui vont impacter votre secteur.

Articles récents

Observor
Résumé de la politique de confidentialité

Ce site utilise des cookies afin que nous puissions vous fournir la meilleure expérience utilisateur possible. Les informations sur les cookies sont stockées dans votre navigateur et remplissent des fonctions telles que vous reconnaître lorsque vous revenez sur notre site Web et aider notre équipe à comprendre les sections du site que vous trouvez les plus intéressantes et utiles.